“Questo matrimonio non s’ha da fare” o forse SI!!

questo matrimonio non s'ha da fare

Come avrebbe detto il buon don Abbondio dei Promessi Sposi “Questo matrimonio non s’ha da fare”!….In verità non è proprio così. Interpretazioni troppo frettolose e superficiali di disposizioni e direttive emanate dal Governo o di lettere scritte autonomamente da vescovi di varie arcidiocesi hanno fatto serpeggiare il panico tra tutte le coppie di futuri sposi.

Vediamo, allora, di analizzare meglio e nel dettaglio la situazione.

I matrimoni in chiesa non sono vietati in sé, come spiega bene la Segreteria Generale della Cei che sottolinea in un comunicato che “ove il rito si svolga alla sola presenza del celebrante, dei nubendi e dei testimoni – e siano rispettate le prescrizioni sulle distanze tra i partecipanti – esso non è da ritenersi tra le fattispecie inibite dall’emanazione delle norme in materia di contenimento dell’attuale diffusione epidemica di Covid-19”.

I coraggiosi che si sono sposati a porte chiuse lo hanno fatto in nome dell’amore e della speranza nel futuro, dell’importanza dell’unione proprio durante la tempesta. I festeggiamenti sono solo rimandati, questo è certo!

Il consiglio, in via generale, è quello di posticipare le nozze, non di annullarle e di pensare a una data “sicura” (per evitare un ulteriore slittamento) essendo flessibili sui giorni da prendere in considerazione.

Il tema è infatti far quadrare tempi ed esigenze, considerando il fatto che ogni matrimonio mette in moto una “macchina” che vede agire tante figure diverse.

 

Ecco, allora, qualche consiglio su come muoversi per rimandare le nozze, da parte dei vari professionisti del settore.

  1. Al momento sono stati prorogati i termini di scadenza di tutte le affissioni fatte tra  il 23 febbraio 2020 e il 15 aprile 2020, per cuinon si terrà conto del periodo già trascorso tra la data della propria pubblicazione e il 15 aprile appunto.

A coloro che avrebbero dovuto celebrare le nozze con funzione religiosa e hanno già compiuto il Consenso Matrimoniale con il parroco (il cosiddetto “processetto”), suggeriamo di contattare quanto prima la parrocchia per richiederne il rinvio e, in via generale, sia per le coppie che hanno scelto il rito religioso, sia per quelle che hanno optato per il solo rito civile, si consiglia di rivolgersi all’Ufficio di Stato Civile del proprio comune di appartenenza dove è stata eseguita la richiesta delle pubblicazioni per decidere con i responsabili una nuova data.
2. Importante anche mettetevi in contatto con tutti i fornitori ingaggiati per l’organizzazione del ricevimento. Quello che vi diciamo tutti a gran voce è: Non andate nel panico! Che si tratti del fotografo, dell’animazione, della location o del fiorista, piuttosto che delle bomboniere o del parrucchiere/estetista, vi assicuriamo che tutti saremo disponibili a fornirvi l’attenzione necessaria e una nuova data. Le caparre si possono “congelare”, ovvero tenerle buone per un altro momento. Se avete acquistato dei gadget, dei segnaposto di matrimonio e qualsiasi tipo di decorazioni per le nozze, conservate tutto: lo riutilizzerete nel giorno in cui si riprogrammerà la cerimonia.
3. E soprattutto controllate sempre le fonti ufficiali, anche per posticipare il viaggio di nozze. La legge italiana nel recepire la direttiva europea 2015/2302 prevede che il consumatore non debba pagare alcuna penale né perdere i propri soldi sia nel caso in cui un pacchetto viaggio venga cancellato dall’organizzatore, sia nel caso in cui la decisione non sia presa da esso. Nel caso dell’emergenza coronavirus si tratta di cause di forza maggiore, quindi non si ha diritto ad alcun risarcimento danni ma al rimborso di quanto versato entro 14 giorni dalla richiesta.

E, allora, cerchiamo tutti

di essere più positivi, di non fare proclami o prendere decisioni nette, in un periodo già di tante incertezze e fragilità, seguiamo le indicazioni che ci vengono date man mano dal Governo e andiamo avanti, con la certezza che qualsiasi cosa avevamo programmato di fare per il nostro “giorno speciale” potremo farla ancora, solo un po’ più in là.

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